VUOTO E ARCHITETTURA (2)
Caro ragazzo, noi siamo ancora qui a chiacchierare, mentre tu sei scomparso nel buco in cui eri andato a cercare tuo fratello 1 La continuazione del post precedente è d’obbligo visto che amici interessati all’uno o all’altra equivocano, forse perché non hanno capito che l’accento era (è) sulla congiunzione. Gordon, architetto mancato, ha suonato il La, sta a noi comporre un pezzo: la musica. Ma un vocabolario del vuoto o le sette note del pentagramma ancora non esistono, anche se molti, praticamente ignoti, ci hanno lavorato e ci stanno tuttora lavorando: quello dell’americano è stato essenzialmente il suono di una sola nota. Architetto mancato, ho detto, e ho cercato già di spiegare l’aggettivo parlando di cosa è per me l’architettura. Comunque puntare l’attenzione, strutturale quindi architettonica, sul vuoto è stato importantissimo (il mondo, con cinquant’anni di ritardo se ne sta accorgendo), ma forse oggi non è più sufficiente a produrre una vera composizione. Riflettendo, ...